IsakuKageyamaè un suonatore ditaiko(太鼓), i tradizionali
tamburi giapponesi, che ha il merito di aver fuso il suono di
uno strumento antichissimo alle nuove tendenze musicali
del mondo occidentale.
Le sue performance, infatti, mescolano il suono ritmico e ripetitivo
del taiko a suoni elettronici, rock, jazz, latini e africani. Il risultato è straordinariamente interessante ed
affascinante.
Isakuha collaborato congrandi artisti del jazz quali ToshinoriKondo, TerumasaHinoeKazutokiUmezu.
Ma può vantare collaborazioni anche con numerosi artisti di musica etnica come i NATA, i WinchestereNiiTete(percussioni africane).
Ha
inoltre lavorato conlo stilistaKansaiYamamoto e con TakashiYanase, famoso fumettista e creatore di manga.
Isakuè apparso in vari
spot televisiviper marchi qualiToyota,Boeing, Giappone Postal Service,AioiSonpoe ShinNihonTatemono.
Vale
la pena dare uno sguardo al suo sito ufficiale (dove è possibile ascoltare
alcuni dei suoi pezzi) e al suo profilo di twitter.
Lasciatevi
travolgere dal ritmo ipnotizzante della sua musica, sperando che nei suoi
progetti futuri ci sia spazio anche per l’Italia!
Questobreve video è statoscritto e direttonel 2001 dai due
comici KentaroKobayashi eJunjiKojima e prodottodal LaboratorioCulturagiapponese.
L’intento è quello di spiegare in chiave umoristica alcuni
aspetti della cultura giapponese, spesso misteriosi per noi occidentali.
Il video è stato presentatoin diversifestival internazionali tra
cuiil 57 FestivalInternazionale diBerlinodel 2007, dove ha ricevuto anche
un premio come migliore cortometraggio.
In
Giappone ogni stagione rappresenta un tripudio di colori e di emozioni che sono
state, nel corso della storia, immortalate in opere letterarie o nelle arti
figurative come momenti unici ed irripetibili nella loro fugacità.
L’autunno, in particolare,
porta con sé colori e suggestioni visibili nel mutare incessante della natura che
segue un percorso ben preciso da nord a sud e che i giapponesi monitorano da
sempre, così come fanno con i ciliegi in primavera.
Con le sue mille sfumature
di giallo, oro, rosso e arancio, l’autunno è uno dei periodi migliori per
visitare il Giappone. Esistono degli itinerari ben precisi e dei luoghi in cui
è possibile ammirare l’acme di questo spettacolare declino della natura mentre
si avvia verso il gelido inverno.
Tra le tappe irrinunciabili
c’è sicuramente il Momijidani Park (红叶谷公园),
situato ai piedi del monte Misen, lungo il fiume Momijidani, dietro al Santuario
di Itsukushima a Miyajima. Qui, da fine settembre a fine novembre, si possono
ammirare più di 200 aceri che cambiano progressivamente colore fino a fondersi
completamente con dei tramonti mozzafiato. Caratteristica di questo luogo è
anche la produzione di deliziosi dolcetti, chiamati appunto momiji, che hanno
la forma di una foglia d’acero e sono disponibili tutto l’anno.
Un’altra tappa fondamentale
è il Monte Asahidake, situato nel Parco Nazionale Daisetsuzan. Si tratta della
montagna più alta del parco (2.290 m.) che, intorno alla metà di settembre, attira
un folto numero di escursionisti intenzionati a godersi il primo accenno di autunno
del Giappone. Qui è possibile ammirare una grande varietà di fiori autunnali (miyama-genziana,
miyama-goldenrod, chinguruma).
Da non perdere è anche il
meraviglioso tempio Jingo-ji a Kyoto, conosciuto anche come il tempio dove il sacerdote
Kukai (774-835) visse e lavorò per 14 anni dopo essere rientrato in Giappone dalla
Cina. Salendo una serie di ripidissimi gradini di pietra, si trova uno dei più incantevoli
spettacoli autunnali dell’intero Giappone: chiamato "Kin'unkei," si
tratta di un panorama completo sulla valle del fiume Kiyotaki-gawa, completamente
immersa nel rosso delle foglie d’autunno.
Altri luoghi
particolarmente affascinanti in questo periodo dell’anno, sono i parchi nella
regione di Hokkaido come lo Shiretoko e l’Onuma; l’intera città di Tokyo, in
cui l’autunno si fonde perfettamente con la modernità imperante; i dintorni di
Nikko e Kamakura; il bellissimo Lago Kawaguchiko, situato alla quinta stazione del
Monte Fuji.
Se siete attenti
osservatori delle mode, in particolare di quelle legate al mondo giapponese,
non potete prescindere dalla conoscenza di una blogger, giornalista,
conduttrice televisiva e scrittrice che sta letteralmente facendo impazzire l’Oriente.
Si tratta di La Carmina,
una canadese proveniente da Hong-Kong che riassume in un’unica persona tutte le
nuove tendenze e le sottoculture di Tokyo e di una miriade di altri luoghi in
Giappone.
La
Carmina è una signora affascinante e sofisticata, che fonde stili ed ambienti
diversi che vanno dal gothic lolita al cosplay al harajuku.
E’ autrice di tre libri
distribuiti da Penguin Usa e Random House e le sue pubblicazioni sono state
descritte in alcune delle riviste più prestigiose come Cosmopolitan, The New
Yorker, Washington Post, WWD, Vogue Italia e LA Times.
Hanno parlato di lei la TV
Giapponese NHK, il National Geographic e perfino la CNN International. La Carmina è anche una giornalista
di viaggi e cultura pop ed è diventata, in poco tempo, una delle 40 top blogger
del mondo.
La sua popolarità è dovuta
al suo spirito eclettico e sempre al passo con le mode. La sua scrittura è
fluida e leggibile e, soprattutto, costituisce un punto di riferimento per
tutti quei giovani giapponesi che cercano un’identità alternativa.
Il modo migliore per
conoscere La Carmina è immergersi nell’enorme quantità di recensioni,
documentari e pubblicazioni nate per descrivere questo innovativo fenomeno
culturale.
Per
questo motivo vi segnalo alcuni link interessanti, oltre al suo blog ufficiale
che potrete trovare all’indirizzo: http://www.lacarmina.com/blog
Pekoppa (ペコッぱ) è il nome dell’ennesima
invenzione geniale che da alcuni anni spopola in Giappone ed è diventata per
molti una compagna insostituibile.
Si tratta di una pianta in grado di
riconoscere la voce del proprietario e di interagire con lui. Al suono della voce, infatti, Pekoppa
allunga le sue foglie e i suoi rami come se stesse realmente rispondendo alle
parole del suo interlocutore.
Pekoppaè stata ideata dalla
società giapponeseSegaToysCo. Ltd. e, fin dal suo lancio, ha registrato vendite da
record. SecondoMinakoSakanoue,
portavoce diSega Toys, il giocattolo favorirebbe l’interazione psicologica e lo
scambio a qualsiasi età, sostituendo familiari, amici e anche colleghi di
lavoro poco propensi al dialogo.
Pekoppa è disponibile anche in versione fiorita con il
nome di Hanappa alla modica cifra di 2,310 Yen (circa $23.50).
Per tutti coloro che vogliono approfondire la vita e il mondo delle geisha, segnalo un documentario dal titolo "Real Geisha Real Women" a cura diPeterMacIntosh.
Il Kojiki (古事記,
letteralmente "cronaca di antichi eventi") è la più antica
testimonianza letteraria del Giappone insieme al Nihon Shoki e all’Heike
Monogatari.
Esso si compone di tre maki 巻(rotoli di seta
o di carta), scritti in
caratteri cinesi; la tecnica per leggere
il Kojiki fu recuperata nel periodo Edo dal filologo e studioso Motoori
Norinaga, che dedicò al libro anche un commentario: il Kojiki-den.
Il
Kojiki fu redatto dal nobile Ō-No-Yasumaro (太安万侶) nel 712 e commissionato dall'imperatoreTenmu (天武) per celebrare l’antico mito del Giappone affinchè la sua
storia si perpetuasse nei secoli. L’opera fu infine presentata alla corte
dell'imperatrice Genmei.
In
realtà, si tratta di una rielaborazione della tradizione mitologica del
Giappone finalizzata a giustificare la discendenza divina dell’imperatore e
legittimare la preminenza politica del clan Yamato (大和) sugli
altri, in particolare su quello di Izumo (出雲).
Ō-No-Yasumaro,
nella sua prefazione, riferisce di aver attinto il materiale da due principali
fonti: i Teiki 帝纪
(registri imperiali) e i Kuji 旧辞 (miti antichi). Molto probabilmente, il
riferimento agli antichi registri imperiali serviva all’autore per dare
fondamento storico alla narrazione. La seconda fonte, ossia i Kuji, oltre a
dare ampio respiro e leggibilità alla narrazione, ha un’importanza fondamentale
perché stabilisce il carattere “non umano” dell’elezione imperiale e dunque la
sua giustificazione e legittimazione su tutti gli altri clan. Il clan Yamato,
infatti, sarebbe discendente dalla dea Amaterasu, generata a sua volta da cielo
e terra (Kami Izanagi e Izanami), quando il mondo non era ancora stato creato.
Il
testo, oltre ad essere storicamente interessante, introduce il lettore alla
mitologia giapponese, che avrà un notevole sviluppo nel corso dei secoli.
Inoltre, il Kojiki, rappresenta il primo testo in cui sono elencati i principi
dello shintoismo, filosofia che è alla base della cultura giapponese.
Per
chi fosse interessato alla lettura di questo testo: Paolo Villani (a
cura di), Kojiki: un racconto di antichi eventi, Marsilio, 2006