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sabato 28 gennaio 2012

La Festa del lancio dei fagioli: il Setsubun 節分




Il 3 febbraio ricorre in Giappone il Setsubun (節分 Festa del lancio dei fagioli). Si tratta di una festa che anticipa l’inizio della primavera e si associa al nuovo anno lunare, tanto da costituire una sorta di Capodanno. Durante il Setsubun si celebrano riti di purificazione per scacciare il male dell’anno appena trascorso.  Il più tradizionale di questi riti è sicuramente il mamemaki (豆撒き lancio dei fagioli) che avrebbe il potere di propiziare il nuovo anno.  Questa usanza risale al periodo Muromachi e viene di solito eseguita dal capo di famiglia. Per l’occasione, colui che compie il rito indossa una maschera Oni (demone) e getta fuori la porta dei fagioli di soia, mentre gli altri membri della famiglia pronunciano la magica frase: “Demoni fuori, Fortuna dentro!” ( ! ! Oni wa soto! Fuku wa uchi!). A questo punto la porta di casa viene chiusa e i partecipanti mangiano a turno i fuku mame ( fagioli della fortuna), uno per ogni anno della propria vita.
Di recente questa festa ha assunto caratteri molto simili al nostro Carnevale. Il Setsubun viene considerato un giorno in cui l’ordine delle cose può essere completamente sovvertito, motivo per cui è facile imbattersi in giovani donne vestite da anziane, in uomini ricchi abbigliati come mendicanti e viceversa.
Ovviamente vi sono numerose varianti regionali, ma in ogni luogo del Giappone il Setsubunè sentito come un momento di passaggio e di grandi speranze per l’anno che verrà.

mercoledì 25 gennaio 2012

Il Festival della Neve di Sapporo 札幌雪祭り






In Giappone ogni evento naturale ha la capacità di diventare spettacolare, che sia la fioritura dei ciliegi o il semplice e silenzioso fioccare della neve. Ed è proprio la neve la protagonista del Sapporo Yuki Matsuri  (札幌雪祭り Festival della Neve di Sapporo) che si svolge ogni anno agli inizi di febbraio e dura circa una settimana. Esso attira milioni di giapponesi che si recano al Parco Ōdōri (大通公園, Ōdōrikōen) e al Sapporo Community Dome o Tsudomu (札幌コミュニティドーム) per ammirare centinaia di sculture di ghiaccio che possono raggiungere i 25 metri di altezza.
L’inizio di questo magico festival risale al 1950, quando un gruppo di studenti si riunì nel parco di Ōdōri e cominciò a fabbricare queste incredibili sculture, simbolo di rinascita in seguito alle devastazioni della seconda guerra mondiale.
Quest’anno il festival si aprirà i battenti il 6 febbraio e terminerà il 12, chiunque abbia la fortuna di trovarsi in Giappone in quei giorni non può certamente perdersi questo evento!

http://www.snowfes.com/ (sito ufficiale della rappresentazione)


martedì 20 dicembre 2011

Il teru teru bozu (てるてる坊主)



Il teru teru bozu (てるてる坊) è una bambola in stoffa o carta che i bambini giapponesi utilizzano come amuleto per allontanare la pioggia. Si dice che questa bambola, sia in grado di spaventare  Amefushi, lo spirito della pioggia, se posizionata fuori dalla finestra oppure appesa ad un ombrello.

Essa si costruisce ricoprendo una pallina o un qualsiasi oggetto sferico con stoffa o carta, che viene poi fissata con dello spago. Successivamente si disegnano occhi, naso e bocca (rigorosamente sorridente) ed eventualmente si canta una simpatica filastrocca che recita più o meno così:



Teru Teru Bozu, Teru Bozu, portami il sole domani

Se il cielo sarà sereno come lo sogno ti regalerò un campanello dorato.

Teru Teru Bozu, Teru Bozu,  portami il sole domani

Se ascolterai le mie preghiere ti donerò del sake dolce

Teru Teru Bozu, Teru Bozu portami il sole domani

Se sarà nuvoloso ti staccherò la testa



martedì 13 dicembre 2011

Il castello in Giappone 城





I castelli hanno caratterizzato per secoli la storia, la cultura e il paesaggio del nostro continente. Tuttavia, nonostante siano una creazione tipicamente europea, sono stranamente presenti in Giappone. Si tratta di un vero e proprio unicum nel panorama asiatico, spiegabile forse con il fatto che il Giappone, fra il XV e il XIX secolo, conobbe forme di governo molto simili a quella feudale europea.
Il castello giapponese ( shiro) ha un’architettura meno elaborata di quella europea; generalmente, è costituito da un unico edificio centrale a base quadrata che si sviluppa e si articola su più piani.

La classificazione dei castelli giapponesi avviene in base alla loro topografia che coincide spesso con l’epoca storica di costruzione. Per questo motivo è possibile individuare quattro diverse tipologie:

Yamajiro 山城
Di questo gruppo fanno parte le roccaforti più antiche e significative del Giappone.  Costruite sulle cime delle montagne, erano l’ideale in tempi di conflitto in quanto difficili da assaltare. Molte di queste fortezze sono state costruite nel 1600 e abbandonate quando le moderne tecniche di costruzione le ha rese obsolete. Ricordiamo il Bitchū Matsuyama e il Castello di Oka, abitati fino alla fine dell'età feudale giapponese.

Hirayamajiro - 山城
Dal 1550 ci fu la necessità di edificare castelli non più con funzione puramente difensiva ma  con funzione prevalentemente amministrativa. Per questo motivo, furono costruiti castelli molto più accessibili ed ampi, non necessariamente protetti da barriere naturali. Ne sono un esempio il Castello di Himeji e il Castello di Kumamoto.

Hirajiro - 平城
Si tratta di castelli costruiti in pianura, concepiti in un tempo in cui bastava una palude o un corso d’acqua per sentirsi al sicuro dal nemico; queste fortezza presentano spesso ampi fossati. A questa categoria appartengono il Castello di Ōsaka e il Castello di Saga.

Mizujiro - 水城
Sono i castelli galleggianti, spesso assimilati alla categoria dei hirajiro. Essi hanno un fascino particolare proprio per la presenza dell’elemento acquatico che serviva a separare i castellani dal resto del territorio.


Molti dei castelli giapponesi sono diventati patrimonio dell’UNESCO. Tra i più belli ricordiamo quello di Himeji 姫路市, costruito nel XVI secolo e sede degli ultimi daimyo tozawa (daimyo che si sottomettevano allo shogun); quello di Nijo 二条城 (Kyoto), la cui costruzione fu avviata dallo shogun Tokugawa Ieyasu, fondatore dello shogunato dei Tokugawa; il Castello di Shuri 首里城 (Naha), costruito sul mare e residenza reale del regno delle Ryukyu.

Vi segnalo un mini documentario sul castello di Himeji (in italiano): http://www.youtube.com/watch?v=MZoH7vZiQZs

martedì 29 novembre 2011

The Japanese Tradition (per riderci su)


Questo breve video è stato scritto e diretto nel 2001 dai due comici Kentaro Kobayashi e Junji Kojima e prodotto dal Laboratorio Cultura giapponese.

L’intento è quello di spiegare in chiave umoristica alcuni aspetti della cultura giapponese, spesso misteriosi per noi occidentali.

Il video è stato presentato in diversi festival internazionali tra cui il 57 Festival Internazionale di Berlino del 2007, dove ha ricevuto anche un premio come migliore cortometraggio.


giovedì 17 novembre 2011

Kokeshi (こけし)

Un video sulla realizzazione delle kokeshi (こけし): le tradizionali bambole giapponesi




martedì 15 novembre 2011

giovedì 10 novembre 2011

Un pianto spettacolare: il Konaki Sumo



Il Konaki Sumo (sumo del pianto) è una strana manifestazione che si organizza in alcuni templi giapponesi da oltre 400 anni.
Essa consiste nell’incontro di due lottatori di Sumo, ciascuno con in braccio un bambino, che si scontrano a colpi di lacrime. I due lottatori si pongono l’uno di fronte all’altro e attendono pazienti che il proprio bambino cominci a piangere. Il vincitore sarà colui che piangerà per primo o, nel caso di “pianto contemporaneo, il bambino che griderà più forte.
Tutto ciò avviene di fronte ad un sacerdote che ha il compito di giudicare l’intensità del pianto. Il bambino che piangerà per primo o in modo più intenso, guadagnerà la protezione degli dei e godrà di grande salute.  Non a caso un proverbio giapponese recita così: "Naku ko wa sodatsu" ossia “I bambini che piangono crescono più velocemente”.
Qualora vi venisse voglia di assistere a questo spettacolo, esso si può ammirare in aprile nel tempio Sensoji di Tokyo.







mercoledì 9 novembre 2011

Shichi-Go-San (七五 三)


Il 15 novembre in Giappone si festeggia il Shichi-Go-San (七五 letteralmente “sette-cinque-tre). Si tratta di un “rito di passaggio” durante il quale i genitori conducono i propri figli di sette, cinque e tre anni ai templi per segnare i momenti più importanti della loro crescita.
In Giappone, infatti, queste tre età rappresentano momenti particolarmente importanti nella vita di un bambino: a sette anni le ragazze cominciano ad indossare l’obi (, ); a cinque anni i bambini indossano l’hakama ()e a tre anni sia maschi che femmine hanno il permesso di farsi crescere i capelli.
Dopo la visita ai santuari, i genitori comprano ai loro figli  i chitose-ame ( : caramella dei "mille anni"); sono caramelle di forma allungata, imbustate in carta con illustrazioni di gru e tartarughe, animali che tradizionalmente simboleggiano la longevità.

Questo festival ebbe inizio nel periodo Heian (794-1185) ma era riservato esclusivamente ai nobili e non aveva una data precisa in quanto si trattava di una festa privata.
Successivamente fu fissato al quindici novembre quando lo Shogun Tsunayoshi Tokugawa decise di celebrare, proprio in quel giorno,  la crescita di suo figlio Tokumatsu.
Nel periodo Edo (1603-1868), questa pratica si diffuse anche alla gente comune, che cominciò a recarsi in visita ai santuari per affidare ai monaci la buona crescita dei propri figli.  

Il Shichi-Go-san nella forma in cui si celebra oggi,  si è avuto in epoca Meiji (1868-1912) quando avvenne la ben nota e traumatica modernizzazione del paese.
Per questa celebrazione, è stato scelto il 15 Novembre perché considerato uno dei giorni più propizi dell'anno.






martedì 8 novembre 2011

La cerimonia delle lanterne: Toro nagashi ( 灯 籠 流し)



La Toro nagashi ( 流し) è una cerimonia giapponese in cui i partecipanti lasciano lungo un fiume delle lanterne di carta (chochin) che dovrebbero guidare gli spiriti dei defunti nell’al di là.
La cerimonia si svolge nel corso del Festival Obon (お盆), durante il quale i giapponesi tornano ai luoghi d’origine  per visitare e pulire le tombe dei propri antenati.
Il Festival di Obon dura tre giorni, ma la sua data d'inizio varia all'interno di diverse regioni del Giappone.
Quando, all'inizio dell'era Meiji, il calendario lunare è stato sostituito con il calendario gregoriano, le varie regioni del Giappone hanno differenziato questo festival in tre momenti diversi: il primo è lo "Shichigatsu Bon" (Bon nel mese di luglio), basato sul calendario solare, viene celebrato intorno al 15 luglio nel Giappone orientale (regione di Kanto come Tokyo, Yokohama e la regione del Tohoku); il secondo è l’ "Hachigatsu Bon" (Bon in agosto), che si celebra intorno al 15 di agosto in moltissime regioni del paese; infine il "Kyu Bon" (vecchio Bon), si celebra il 15 ° giorno del settimo mese del calendario lunare (dunque ha una data mobile), esso si celebra nella parte settentrionale della regione di Kanto, regione Chugoku, Shikoku, e nelle isole Ryukyu.
Qui di seguito un video di questa suggestiva cerimonia: